Rivoluzione Economica

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PILLAR 1.9-Limitare il potere di banche ed istituti finanziari
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Rivoluzione Economica

Pillar 1.10
Un fondo di responsabilità per il rilancio dell’economia reale


La Situazione Attuale

Dal marzo 2007, data che possiamo considerare l’inizio della crisi dell’attuale sistema economico, per tamponare il momento di difficoltà si è provato a iniettare liquidità diretta alle istituzioni in crisi, principalmente banche e governi centrali.
Sono stati predisposti programmi di finanziamento a basso costo (QE1, 2 e 3 in USA e gli Esfs in Europa, tanto per fare alcuni esempi) nella speranza di far ripartire l’economia.
Purtroppo però i risultati non sono arrivati, poiché i capitali immessi sono stati un buona parte  trattenuti per coprire le perdite o investiti in mercati speculativi: solo una piccolissima quota è andata nell’economia reale. Il risultato è stato da un lato un ulteriore aumento dell’indebitamento e dall’altro una stagnazione della produzione e dei consumi. Ovvero ci siamo ritrovati in una situazione peggiore di quella di partenza.
Ma cerchiamo di capire cosa è successo:

  • le banche in difficoltà e in crisi di liquidità, nonostante i finanziamenti ricevuti, hanno teso a erogare prestiti solo in presenza di maggiori garanzie e con tassi di interesse più elevati;
  • i governi, nonostante le eccezionali quantità di nuovo debito creato, hanno parallelamente aumentato le tasse e tagliato le spese per coprire i costi dell’indebitamento crescente e delle mancate entrate.

Questi due fattori insieme hanno strozzato il sistema produttivo e inciso fortemente sui consumi.

Il forte taglio dei costi in corso sia da parte dei governi centrali che delle imprese tampona il problema, ma non lo risolve anzi, nel tempo, lo aggrava. La conseguenza sarà infatti un generale ridimensionamento dell’economia con possibile discesa del PIL, insostenibilità del debito e crack finanziario.


Misure Urgenti

Occorrono misure urgenti per rilanciare l’economia reale e strumenti per destinare le risorse direttamente al sistema produttivo.
Il passo da fare è la creazione di un fondo strutturale (nazionale/europeo/internazionale) destinato al finanziamento di tutte le imprese o enti che ne facessero richiesta.
Tale fondo sarà finanziato con emissioni obbligazionarie garantite al livello centrale, con rating molto alto, e destinato alle medesime condizioni (tassi molto bassi) alle imprese.
A tutte le banche sarà imposta per legge la partecipazione al fondo al quale dovrebbe essere destinato, ad esempio l’1% del capitale complessivo.

I finanziamenti saranno accompagnati da una serie di condizioni da porre alle imprese. Se ne ipotizza un primo elenco:

  • rimborso quinquennale;
  • decurtazione/tetto agli stipendi dei manager;
  • monitoraggio mensile dell’utilizzo del fondo (ad esempio le risorse non possono essere utilizzate per adempire a oneri finanziari o acquistare beni a loro volta incentivati o comunque in un qualsiasi investimento di tipo finanziario);
  • impossibilità di distribuire utili fino al completo rimborso del finanziamento;
  • in caso di fallimento dell’impresa l’emittente del finanziamento sarebbe il primo a essere rimborsato.

Gli obiettivi strategici del fondo saranno:

  • creazione di posti lavoro;
  • internalizzazione dei mercati;
  • ricerca, sviluppo e competitività;
  • infrastrutture e opere di pubblica utilità.

 


Misure Urgenti per Occupazione e Sviluppo
Fase 2 - Cambiamenti, Rivoluzioni

 


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