Rivoluzione Economica

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Rivoluzione Economica

Pillar 1.5
Mercati finanziari: stabilizzazione dei prezzi di borsa


La Situazione Attuale

I mercati finanziari nel tempo hanno progressivamente perso parte del loro legame con la realtà.
L’esempio probabilmente più comprensibile a tutti riguarda l’alta volatilità dei prezzi, ovvero le forti oscillazioni che ultimamente li caratterizzano. Nei mercati finanziari sono infatti ammissibili cambiamenti di prezzo repentini, anche dell’ordine del 20% in poche ore, che non rappresentano, evidentemente, una valutazione oggettiva della società che c’è dietro. Nel mercato reale i prezzi hanno variazioni lente nel tempo che ne garantiscono una certa tenuta e affidabilità. È come se il valore della nostra casa variasse più volte nello stesso giorno con cambiamenti del prezzo al ribasso e al rialzo nell’ordine di migliaia di euro: è assolutamente irrealistico.
Chi non opera nei mercati finanziari ha difficoltà a comprendere a fondo da cosa siano mossi e quali interessi «debbano» tutelare. Chi opera nei mercati sa che buona parte delle operazioni viene effettuata da software che operano esclusivamente in base a indicatori grafici e ad altri criteri astratti (oscillatori, medie, ecc.).  Tali indicatori sono nati come «riproduttori» della psicologia degli investitori ed avevano una certa rilevanza nell’interpretazione dei mercati e come strumento di previsione. Con il tempo però si è cominciato a farne un utilizzo distorto che porta gli operatori a lavorare in modo automatico, rendendoli facilmente sostituibili, addirittura, da software. Spesso vengono svolte nello stesso giorno migliaia di operazioni a distanza di millisecondi l’una dall’altra da parte di unici soggetti sul medesimo strumento e questo è assurdo.
Queste anomalie sono derivate da diversi fattori, molti dei quali hanno consentito a diversi attori di trarre enormi benefici economici in questi anni. È stato il metodo più efficace e veloce per creare «ricchezze» che hanno fatto comodo a molti. Non è un caso che molte delle migliori menti e gran parte delle risorse degli istituti finanziari siano stati nel tempo sempre più impegnati in attività speculative invece che nel mercato reale (ovvero quello che produce e che dà un vantaggio vero e duraturo alla collettività).

Al momento però questa dinamica non è più sostenibile e si sta prendendo consapevolezza di quanto sia tutto fittizio.  Oggi ne stiamo iniziando a subire gli effetti collaterali, ovvero:

  • i mercati sono portati ad amplificare i movimenti dei prezzi;
  • i prezzi non riescono più a trovare un equilibrio, perché non si riesce più a valutare il «giusto prezzo» (la relazione con i fondamentali delle aziende quotate sta diventando sempre più astratto);
  • manca qualsiasi certezza e si ha un timore concreto di rimanere con nulla in mano.

In questo clima diventa impossibile fare qualsiasi investimento o iniziare una nuova attività, perché non si può fare nessuna previsione su quelle che saranno le future condizioni di mercato.


Misure Urgenti

Partendo dal presupposto che le borse non possono né  chiudere né fallire, poiché verrebbero anche svalutate le nostre ricchezze e sospesi buona parte dei servizi (con fallimenti a catena di banche ed aziende quotate a causa della mancanza di una delle principali forme di finanziamento), occorrono con urgenza due interventi per bloccare la spirale attualmente in corso:

  1. fermare le speculazioni, intese come transazioni mosse solo dalla necessità di fare soldi, indipendentemente dal valore del sottostante;
  2. diminuire drasticamente la volatilità e conseguentemente stabilizzare i prezzi.

Il primo passo per rendere i valori attribuiti dal mercato ai prezzi di borsa più aderenti alla dinamiche reali è quello di rallentare le variazioni dei prezzi ed evitare che siano soggetti a repentini «cambiamenti d’umore».
Per farlo occorre una grande rivoluzione da applicare a tutti gli strumenti quotati:

  • nella determinazione del prezzo di apertura di ciascuna seduta di borsa tener conto della storia recente dei prezzi e quindi determinare il prezzo di apertura dell’azione pari al valore medio dell’ultimo periodo (esempio media degli ultimi 50 valori);
  • attribuire a tale prezzi un errore ammissibile del x%  (per ipotesi il 3%) che deve diventare la massima variazione giornaliera tra il prezzo di apertura e di chiusura. Non devono essere consentiti scambi a prezzi che si scostano ulteriormente da tale valore.  Resta beninteso che il valore dell’ultimo scambio (prezzo di chiusura) debba rientrare nel calcolo del valore della media mobile per definire il prezzo di apertura del giorno successivo.

Questa rivoluzione parte dall’assunto che il mercato ha dato nel tempo una valutazione a ciascuno strumento quotato. Per ripulire il mercato da isterie momentanee la media mobile (eventualmente ponderata) è la soluzione più affidabile.
Tra l’altro sarebbe una garanzia per gli investitori che vedrebbero in questo modo protetto il proprio capitale da speculazioni improvvise che portano le azioni a repentini e spesso immotivati scostamenti.
Questa «forzatura» sui prezzi è applicabile grazie alle nuove tecnologie ed al mercato telematico.
Tale a misura va a tutela delle imprese, dei privati e anche delle banche (o sistemi bancari) più piccole.


Principali Vantaggi

  • agli attuali prezzi avremmo una rivalutazione di quasi tutti gli strumenti quotati (in virtù delle drastiche svalutazioni dell’ultimo periodo);
  • contabilmente avremmo dei valori molto più stabili e a rischio di svalutazione/rivalutazione molto più lenti;
  • questa misura, accompagnata ad altre che ridiano fiducia ai mercati, può portare a una valutazione più accurata dell’investimento da fare, poiché le variazioni di prezzo sarebbero legate non a movimenti speculativi quanto ai fondamentali dello strumento quotato (lo stacco dei dividendi sarebbe trattato in modo diverso da come si fa oggi).


Principali Svantaggi

  • è un intervento che se non accompagnato da ulteriori misure per dare fiducia ai mercati bloccherebbe gli scambi, poiché il mercato non riuscirebbe a trattare a prezzi considerati troppo elevati o troppo bassi. Tale rigidità da un lato allineerebbe i mercati finanziari al mercato reale, dove spesso non è possibile vendere al prezzo desiderato, e dall’altro rallenterebbe spinte inflazionistiche;
  • non sarebbe più possibile speculare sui valori azionari poiché i prezzi risulterebbero molto più rigidi e gli investimenti sulle aziende di più lungo periodo (ad esempio basandosi sugli utili distribuiti);
  • andrebbero in fumo milioni di euro spesi in software sviluppati per speculare in borsa e anche tutti i testi di analisi tecnica (ovvero di analisi grafica per prevedere l’andamento dei prezzi) andrebbero riscritti;
  • gli speculatori di borsa e le banche che ottengono gran parte dei loro proventi da tali attività dovrebbero trovare un nuovo modo per fare profitti.

 


Misure Urgenti per i Mercati


Pillar 1.6

 


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click mapLa Mappa della Rivoluzione Economica e CulturaleLettura della Crisi AttualeFASE 1 - Misure UrgentiF1 - Misure Urgenti per Governo e SocietàF1 - Misure Urgenti per i MercatiF1 - Misure Urgenti per Banche ed Istituti FinanziariF1 - Misure Urgenti per Occupazione e SviluppoPilastro 1.1 Politica: Governare è una responsabilità ed un onore, non un privilegioPilastro 1.2 Cancellare gli sprechi e i finanziamenti ad attività improduttive dalla spesa pubblicaPilastro 1.3 Emersione del neroPilastro 1.4 Tassazione: favorire la produzione e chi lavora creando valore aggiuntoPilastro 1.5 Mercati finanziari: stabilizzazione dei prezzi di borsaPilastro 1.6 Convergenza tra valore di mercato e valore reale dei derivatiPilastro 1.7 Trasparenza del mercatoPilastro 1.8  Abbattere gli interessi sul debito degli Stati e superare la dipendenza dalle banchePilastro 1.9 Limitare il potere di banche ed istituti finanziariPilastro 1.10 Un fondo di responsabilità per il rilancio dell’economia realeFASE 2 - Cambiamenti, RivoluzioniPilastro 2.1 Politica: Etica, Morale e FormazionePilastro 2.2 Aziendalizzazione, trasparenza e meritocrazia nella pubblica amministrazionePilastro 2.3 Trasparenza e visibilità in tempo reale dell’uso del denaro pubblicoPilastro 2.4 Tassazione: ripartizione dei costi e crescita sostenibileF2 - Mercati - RivoluzioniPilastro 2.5 Sistemi di pagamento: Abbandono della carta moneta come forma di denaroPilastro 2.6 Ecosostenibilità e trasparenza: costi smaltimento e recupero, storicizzazione dei prezziPilastro 2.7 Istituzione di un’authority dei mercatiF2 Banche ed Istituti Finanziari - RivoluzioniPilastro 2.8 Ripartizione di oneri e benefici del credito, stop alla moneta bancariaF2 Occupazione e Sviluppo - RivoluzioniPilastro 2.9 Diffondere la conoscenza: portale del know-howPilastro 2.10 Garantire la qualità: formazione continuaFASE 3 - Sviluppo SostenibileConclusioniPartecipa alla Rivoluzione Economica e CulturaleLa Colonna Sonora della Rivoluzione Economica e CulturaleApprofondimenti

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