Rivoluzione Economica

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PILLAR 1.5-Mercati finanziari: stabilizzazione dei prezzi di borsa
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Rivoluzione Economica

La Crisi e la Rivoluzione Economica


Nell’attuale sistema economico la crisi non è un fenomeno nuovo: periodi di difficoltà e di rallentamento hanno colpito a rotazione quasi ogni Paese.
Interventi sulla spesa o sulle entrate, politiche monetarie e forme di incentivazione hanno di solito consentito ai singoli stati di superare le momentanee difficoltà e di riprendere la crescita.

Oggi ci troviamo di fronte a un evento totalmente nuovo nella storia: per la prima volta non è un  «sottosistema», inteso come Stato o area geografica, a essere in difficoltà, ma lo sono tutti i Paesi a economia capitalista, ovvero l’intero sistema occidentale. La conseguenza principale è che in tale situazione i metodi tradizionali di rilancio dell’economia rischiano di non funzionare.

Al momento vi sono due principali problemi a livello globale:

  • debito elevatissimo;
  • crescita dei consumi in declino.

Negli Stati Uniti e in Europa si sta affrontando il problema con due approcci opposti. Nel primo caso, con continue misure di stimolo all’economia (nuovo debito), si sta dando priorità alla crescita, mentre in Europa si ritiene più critico il problema del debito e si stanno adottando pesanti misure di austerity per ridurne l’entità. Entrambi gli approcci in una economia globale in salute hanno generalmente funzionato. Infatti in passato gli stimoli all’economia (come l’acquisto di bond, gli incentivi, ecc.) generano un aumento della domanda che rende sostenibile l’aumento dell’indebitamento così come le misure di riduzione della spesa pubblica ed i conseguenti cali della domanda interna sono stati compensati dalla tenuta o dall’aumento della domanda esterna.

Lo stato di generale depressione economica sta purtroppo vanificando entrambe le tipologie di intervento. Infatti gli stimoli all’economia non hanno effetti sulla domanda tali da rendere sostenibile il nuovo indebitamento creato e le misure di riduzione della spesa, oggi applicate su scala particolarmente elevata, stanno portando alla recessione e all’insostenibilità del debito.

La situazione è dunque critica e, cosa ancora più grave, sembrano mancare totalmente le idee per affrontare le attuali difficoltà.

Il rischio concreto è che si vanifichino le cose buone che in questi anni sono state realizzate e che si facciano gravi passi indietro. La tendenza possibile dei singoli Stati è quella di applicare politiche di stampo mercantilista e affrontare i problemi con politiche locali che porteranno inevitabilmente a un ritorno alle economie nazionali e a un forte ridimensionamento della globalizzazione.
Gli effetti di un approccio così egoistico sarebbero devastanti a livello globale: interi Paesi risprofonderebbero nella povertà e molte economie, oggi sviluppate, fallirebbero.
Difficile ipotizzare quali Paesi o aree potrebbero trarre benefici dalla crisi globale che ne deriverebbe. Anche Paesi come la Germania, che nel breve periodo possono trarre dei benefici dalla loro politica nazionalistica, alla fine si ritroverebbero a subire pesanti conseguenze. Facile immaginare che una tale instabilità porterebbe a conflitti sempre più frequenti e violenti.

Ebbene, in uno scenario così drammatico, possiamo cogliere un’opportunità importante. Questo sistema economico è nato su principi sani, che per anni hanno funzionato in modo corretto. Con il tempo sono emerse alcune falle che, unite all’uso improprio di molti strumenti e regole, hanno portato alla progressiva degenerazione alla base dell’attuale crisi.

Il problema è che un intervento serio non è mai stato possibile perché romperebbe gli equilibri tra gli attuali centri di potere che nessuno Stato, singolarmente,  ha la forza di modificare.
Alcuni esempi? Le banche sono state le principali fautrici di quella speculazione finanziaria che ha consentito ingenti finanziamenti all’attività economica e agli Stati. Oggi stiamo pagando il conto di tali speculazioni e occorrerebbe intervenire in modo forte: le banche hanno però un potere enorme, avendo in mano il debito pubblico e quello delle principale aziende; perciò penalizzarle o «interferire» sui mercati da loro governati rischierebbe di trasformarsi in un boomerang che nessun governo, fino allo scoppio dell’attuale crisi, ha mai avuto il coraggio di lanciare.

Ebbene questa crisi, globale, ci offre per la prima volta l’opportunità di intervenire sulla ridefinizione delle regole del gioco. Di fronte alla possibilità del tracollo e del fallimento dell’attuale sistema anche i poteri forti saranno disponibili a valutare proposte fino a oggi per loro inaccettabili.

Gli strumenti per intervenire su società, governo e mercati esistono: sfruttiamoli.

Il «progresso attuale» ha infatti portato con se anche un conto salatissimo: inquinamento, devastazione del pianeta, scarsa qualità dei prodotti, canali di informazione distorti e faziosi, principi morali ed etici in decadenza, arte e cultura, almeno in Italia, accantonate.

Occorre intervenire con urgenza, occorre una rivoluzione che consenta:

  • il pieno e sostenibile sfruttamento delle tecnologie e delle risorse;
  • il ritorno dei principi morali e dell’etica come fondamenta dei nostri stili comportamentali;
  • lo sviluppo vero e sostenibile.

Chi oggi ci governa non è in grado, per formazione e interessi, di favorire questo cambiamento. Sono le nuove generazioni che hanno il compito di imporre una radicale trasformazione degli stati e prepararsi ad essere i governanti del futuro.



Lettura della Crisi Economica Attuale

Le Tre Fasi della Rivoluzione Economica

 


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Le Tre Fasi della Rivoluzione Economica
 

click mapLa Mappa della Rivoluzione Economica e CulturaleLettura della Crisi AttualeFASE 1 - Misure UrgentiF1 - Misure Urgenti per Governo e SocietàF1 - Misure Urgenti per i MercatiF1 - Misure Urgenti per Banche ed Istituti FinanziariF1 - Misure Urgenti per Occupazione e SviluppoPilastro 1.1 Politica: Governare è una responsabilità ed un onore, non un privilegioPilastro 1.2 Cancellare gli sprechi e i finanziamenti ad attività improduttive dalla spesa pubblicaPilastro 1.3 Emersione del neroPilastro 1.4 Tassazione: favorire la produzione e chi lavora creando valore aggiuntoPilastro 1.5 Mercati finanziari: stabilizzazione dei prezzi di borsaPilastro 1.6 Convergenza tra valore di mercato e valore reale dei derivatiPilastro 1.7 Trasparenza del mercatoPilastro 1.8  Abbattere gli interessi sul debito degli Stati e superare la dipendenza dalle banchePilastro 1.9 Limitare il potere di banche ed istituti finanziariPilastro 1.10 Un fondo di responsabilità per il rilancio dell’economia realeFASE 2 - Cambiamenti, RivoluzioniPilastro 2.1 Politica: Etica, Morale e FormazionePilastro 2.2 Aziendalizzazione, trasparenza e meritocrazia nella pubblica amministrazionePilastro 2.3 Trasparenza e visibilità in tempo reale dell’uso del denaro pubblicoPilastro 2.4 Tassazione: ripartizione dei costi e crescita sostenibileF2 - Mercati - RivoluzioniPilastro 2.5 Sistemi di pagamento: Abbandono della carta moneta come forma di denaroPilastro 2.6 Ecosostenibilità e trasparenza: costi smaltimento e recupero, storicizzazione dei prezziPilastro 2.7 Istituzione di un’authority dei mercatiF2 Banche ed Istituti Finanziari - RivoluzioniPilastro 2.8 Ripartizione di oneri e benefici del credito, stop alla moneta bancariaF2 Occupazione e Sviluppo - RivoluzioniPilastro 2.9 Diffondere la conoscenza: portale del know-howPilastro 2.10 Garantire la qualità: formazione continuaFASE 3 - Sviluppo SostenibileConclusioniPartecipa alla Rivoluzione Economica e CulturaleLa Colonna Sonora della Rivoluzione Economica e CulturaleApprofondimenti

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