Rivoluzione Economica

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PILLAR 1.5-Mercati finanziari: stabilizzazione dei prezzi di borsa
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Rivoluzione Economica

Lettura della Crisi Economica Attuale


«Nel tentativo di salvare le foglie morte hanno fatto morire l’albero»

Possiamo considerare il nostro sistema economico come un albero che ha costantemente bisogno di essere innaffiato: l’acqua è la liquidità immessa nel sistema (a debito) necessaria alla crescita e allo sviluppo. I frutti dell’albero servono a pagare i costi dell’approvvigionamento di acqua. Negli ultimi anni alcune foglie hanno cominciato a seccare e, per provare a salvarle, si è aumentata la quantità d’acqua: l’imprevisto è stato che l’albero non ha reagito producendo frutti a sufficienza per pagarne i costi.

Nell'ultimo decennio il sistema è stato drogato da continui stimoli alla domanda che hanno consentito l’acquisto di beni e servizi pur non avendo la disponibilità in denaro per acquistarli (indebitamento pubblico, mutui e prestiti a privati ed aziende, carte di credito e revolving, finanziarie per prodotti al consumo, la speculazione, eccetera). A fornire l’«acqua» necessaria alla produzione e all'acquisto di tali beni è stato il sistema finanziario. L’albero è cresciuto molto velocemente, troppo, rendendone insostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale, l'approvvigionamento.

Oggi il sistema è andato in crisi poiché da una parte sono venute meno le principale forme di garanzia che hanno fatto da contropartita all'aumento dell’indebitamento (ad esempio i beni immobili), e dall'altra la domanda non ha più spazio per essere sostenuta da un ulteriore indebitamento di Stati, privati e aziende. Tale situazione si è delineata con chiarezza nel 2007. La crisi del mercato ha impedito alle banche di creare ulteriore moneta e il sistema ha cominciato ad avere difficoltà ad autosostenersi. La logica conseguenza sarebbe dovuta essere un forte ridimensionamento generale del mercato: recessione, fallimento di alcune banche e assicurazioni, crollo dei valori immobiliari. Il timore che una tale situazione sarebbe stata ingestibile o non conveniente per il sistema finanziario ha portato ad affrontare la crisi con tutt’altro approccio: nuovo debito (privo di garanzie materiali) per «stimolare» l’economia. Ma le foglie ormai morte non si sono riprese e l’albero non ha creato che frutti marci: questa politica ha portato oggi a una situazione drammatica.

Attualmente nel mondo si trova in circolazione una quantità enorme di denaro non coperta da alcuna garanzia materiale e l’immobilismo attuale porterà al collasso e a una forte svalutazione dei frutti del lavoro di anni. Solo in pochi ne trarranno benefici, mentre la maggioranza ne subirà la drammatica conseguenza di perdere i diritti sociali e la libertà date in garanzia in cambio di nuovo denaro.

Non è dato sapere cosa potrà accadere se non si interverrà tempestivamente sulla spirale in corso: guerre, povertà, forme totalitarie? Sicuramente nulla di piacevole.

Einstein diceva "i problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati". Ed è questo l'approccio con cui la rivoluzione economica e culturale vuole stimolare un diverso corso degli eventi.

 

 


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